Ultima modifica: 12 gennaio 2019

IL GIORNO DELLA MEMORIA

Chi non impara niente dalla storia è destinato a ripeterla, per questo è importante non dimenticare a che punto può arrivare l’uomo, quando, convinto della propria superiorità, dimentica la sua umanità.

Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi alzandovi;
ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

(Primo Levi)

 

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e conoscenza”

(Dante Alighieri, Divina Commedia,
Inferno canto XXVI, 116-120)
)

 

“Adamo, dove sei? “Dove sei, uomo? Dove sei finito?
In questo luogo, memoriale della Shoah, sentiamo
risuonare questa domanda di Dio: ‘Adamo, dove sei?’
. In questa domanda c’è tutto il dolore del Padre
che ha perso il figlio.
Il Padre conosceva il rischio della libertà;
sapeva che il figlio avrebbe potuto perdersi
ma forse nemmeno il Padre
poteva immaginare una tale caduta,
un tale abisso! Quel grido: ‘Dove sei?’
qui, di fronte alla tragedia
incommensurabile dell’Olocausto,
risuona come una voce
che si perde in un abisso senza fondo…”

(Papa Francesco)